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Banchetto
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Il pasto costituiva spesso, già in origine, un atto dotato di valenza rituale e religiosa: conservavano tale carattere non solo i banchetti rituali delle divinità, dei morti, delle cerimonie pubbliche, ma anche i pranzi privati cui assistevano, gli mwegdei onnipresenti.
Contents
• Note
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Il banchetto nell'antica Grecia
Nell'antica Grecia, a significato comunitario del banchetto si associavano quelli dell'ospitalità (mwfgmwfwξενία) e del dono.
Banchetto e alimentazione
Ma il banchetto, com'è da intendersi in questa sede, non nella sua comune valenza, ma nella sua portata sociale e comunitaria, era cosa ben diversa, più ricco e abbondante. Il significato rituale e sociale attribuitogli evita ogni confusione con una mera pratica alimentare.
Banchetto e socialità
Già nella società omerica, la mensa del banchetto era il centro dell'istituzione sociale; nella mwhaGrecia classica, i banchetti pubblici riunivano i cittadini attorno a interessi comuni e favorivano la gestione democratica degli affari; nella società mwhqspartana era obbligatoria, in base alla codificazione di mwhgLicurgo, la partecipazione degli uomini a pasti comuni (mwhwmwiasissizie).
I banchetti tra amici avevano per i greci grande importanza; potevano essere offerti da uno di loro oppure indetti dai componenti di un mwkatiaso che ne condividevano le spese. Spesso i convitati portavano con sé un canestro di vimini contenente dei cibi pronti, lo mwkqspyris che, in tante pitture vascolari, fa bella mostra di sé, appeso al muro, insieme al nodoso bastone da passeggio e al mwkgsybène, l'astuccio per mwkwaulòs. Questi banchetti erano perciò detti mwlaapò spyrìdos, cioè alla cesta, un'espressione che oggi possiamo tradurre con mwlqal sacco.
Una volta riuniti a casa dell'ospite, i convitati si toglievano i sandali, si facevano lavare i piedi dagli schiavi e, dopo essersi posti sul capo corone di fiori o di foglie, si disponevano a due a due sui letti collocati attorno alle rispettive mense.
Il banchetto si componeva di due parti: la prima (detta mwmapròtai tràpezai cioè mwmqprime tavole), coincideva all'incirca col tramonto ed era il pasto vero e proprio, all'inizio del quale si faceva passare tra i convitati, che vi bevevano a turno, una coppa di vino.
Il banchetto si teneva nell'arco di tempo in cui solitamente si consumava il pasto principale della giornata (gr. mwmwdeípnon; lat. mwnacoena), tra il pomeriggio e il tramonto del sole.
Il simposio
Il banchetto etrusco
Gli autori antichi (mwswDiodoro Siculo, mwtaAristotele, mwtqTeopompo), fanno riferimento al banchetto etrusco.
Diodoro Siculo (probabilmente derivante da Posidonio di Apanea) riferisce che “(gli etruschi) …. preparano infatti due volte al giorno tavole sontuose e tutte le altre cose appropriate ad un lusso eccessivo, allestendo letti con biancheria e ricami colorati, coppe d'argento di vario tipo, ed hanno pronto a disposizione un numero non piccolo di domestici per servirli …” (Diod. V 40, 3-4; anche Fragm. Hist. Graec. III, p 252, ed. Muller).
Aristotele (IV secolo a.C.) afferma che “gli Etruschi banchettano con le loro mogli, sdraiati sotto la stessa coperta” (Fragm. 607 Rose).
mwugTeopompo (IV secolo a.C.) … dice che presso i tirreni le donne “ … banchettano non accanto ai propri mariti ma a chi capita”.
La rappresentazione del banchetto, che costituisce uno dei temi più ricorrenti nella documentazione figurata etrusca, si ritrova frequentemente su lastre architettoniche, pitture tombali, cippi, stele, sarcofagi ed urne cinerarie.
L'iconografia del banchetto nel corso dei secoli della civiltà etrusca presenta varianti di rilievo.
La testimonianza archeologica più antica è costituita da un cinerario di impasto rinvenuto a mwvgMontescudaio, nei pressi di mwvwVolterra, databile alla seconda metà del VII secolo a.C. Sul coperchio del cinerario vi è riprodotto un ricco signore seduto su una sedia con spalliera (trono?) davanti ad una tavola a tre zampe riccamente imbandita, con a fianco un grande vaso per il vino, alla presenza di una figura femminile di altezza ridotta e con lunga treccia (una schiava?) che probabilmente doveva agitare un flabello (oggi perduto).
La circolazione mediterranea delle rappresentazioni vascolari corinzie ed attiche (in particolare su crateri) con banchettanti distesi su letti (la moda greca derivava dall'oriente) ebbe però immediate ripercussioni sull'arte figurativa e verosimilmente anche sui comportamenti del ceto aristocratico etrusco. La figurina recumbente riprodotta sul coperchio di un cinerario nell'atteggiamento di un commensale proveniente dalla necropoli di Tolle (mwwgChianciano) della fine del VII secolo a.C. costituirebbe la testimonianza più antica della nuova iconografia etrusca del banchetto (peraltro la mancanza del letto e di altri accessori lascia qualche dubbio su tale interpretazione).
Già dalla metà del VI secolo a.C., iniziano ad apparire con una certa frequenza raffigurazioni attinenti alla vita quotidiana (ad es. sulle lastre di terracotta decorate a rilievo provenienti dal palazzo di mwxaMurlo, nei pressi di mwxqSiena, della prima metà del VI secolo a.C. e su quelle ritrovate ad mwxgAcquarossa, nei pressi di mwxwViterbo, attribuibili alla seconda metà del VI secolo a.C.) ed, in particolare, la sfera funeraria (ad es. nelle pitture della mwyaTomba della Caccia e della Pesca (mwyqTarquinia) della fine del VI secolo a.C. e della Tomba del Frontoncino (mwywTarquinia) della metà del VI secolo a.C.) aventi quale tema il banchetto, i cui partecipanti non sono più rappresentati seduti, ma distesi, da soli, in coppia od anche in più persone, su letti triclinari.
Tali raffigurazioni se da un lato testimoniano l'estesa sfera d'influenza dell'arte ellenica, dall'altro indicano l'affermarsi, anche in Etruria, di usanze simposiache provenienti da altre civiltà e adattate alla diversa situazione sociale che assurgeranno presto al rango di mwzqstatus symbol.
La reinterpretazione del banchetto etrusco, come acutamente evidenziato da mwzwGiovannangelo Camporeale, è testimoniata da alcune diversità che si riscontrano nell'iconografia etrusca rispetto a quella greca. Anzitutto, in coerenza con il diverso ruolo attribuito alla socialità femminile, donne e mogli partecipano al banchetto (in mwaaGrecia le uniche donne ammesse ai banchetti erano le etere) condividendo il triclinio con i maschi (come ad esempio nella mwaqTomba dei Leopardi di Tarquinia degli inizi del V secolo a.C. o nei sarcofagi degli sposi, provenienti da mwagCaere ed esposti rispettivamente nei Musei di mwawVilla Giulia a mwbaRoma e del mwbqLouvre a mwbgParigi, della fine del VI secolo a.C.) oppure in posizione seduta accanto al proprio sposo (come ad esempio nella Tomba degli Scudi di Tarquinia, databile nel III secolo a.C. o nell'urna cineraria proveniente da mwcaCittà della Pieve (mwcqPerugia) del IV secolo a.C., esposta nel mwcgMuseo Archeologico di Firenze).
È stato inoltre rilevato (mwdaGiovannangelo Camporeale) che nelle rappresentazioni etrusche le coperte ed i materassi ricadono solo dai lati corti del letto; i banchettanti si appoggiano col gomito sinistro ad un cuscino piegato in senso verticale, che tengono fra il corpo ed il braccio;cite-ref-1[1] oltre al cane, presente nelle scene greche, a fianco dei letti possono trovarsi altri animali domestici come gatti e gallinacei.
Relativamente alle scene di banchetto legate al mondo funerario (pitture tombali, stele, cippi ed urne funerarie) ci si chiede quale sia il loro significato: si tratterebbe della rievocazione delle cerimonie funebri tenute in onore del defunto, sarebbero rappresentazioni della vita dei beati nell'aldilà o piuttosto sarebbe il ricordo della vita terrena vissuta?
Nella mwewtomba dei Leopardi di Tarquinia (databile al secondo venticinquennio del V secolo a.C.) al banchetto che occupa la parete di fondo prendono parte tre coppie (la coppia di sinistra è composta da due uomini le altre due coppie sono costituite da un uomo ed una donna) distese su klinai. Il convivio come attestato dagli alberelli si svolge all'esterno: probabilmente si tratta di un banchetto funebre.
Anche nella mwfqtomba della Pulcella (metà del V secolo a.C.) di Tarquinia il banchetto dei quattro commensali raffigurati sulle due pareti laterali, come attestato dagli alberelli stilizzati, si svolge all'esterno.
Nella tomba Golini I (dei Velii) di mwgaOrvieto (metà del IV secolo a.C.) il banchetto si svolge nell'aldilà, alla presenza delle divinità infernali mwgqAde (Eita) e mwggPersefone (Phersipnai) - i cui nomi sono dipinti in nero -, con la partecipazione di varie coppie di commensali (quattro) sdraiati su letti in attesa del defunto che sta arrivando su una biga, accompagnato da un demone femminile alato.
Anche nella Tomba degli Hescanas (ultimo quarto del IV secolo a.C.) di Orvieto viene rappresentato il viaggio agli inferi su biga ed il banchetto con gli antenati.
Per quanto riguarda l'iconografia chiusina delle scene di simposio afferenti alla sfera funeraria, ad avviso di mwhgAdriano Maggiani può essere fatta una valutazione che tenga complessivamente conto delle raffigurazioni sui cippi tombali e delle pitture rinvenute nelle tombe. Nei cippi in pietra fetida l'accostamento tra la prothesis, le lamentazioni, i ludi ed il simposio consente di interpretare quest'ultimo come un momento legato al funerale (facente parte del rito funebre). Il Banchetto riprodotto nell'atrio unitamente ai ludi nella Tomba di Poggio al Moro (secondo quarto del V secolo a.C.) e nella mwiaTomba del Colle (secondo quarto del V secolo a.C.) pertanto potrebbe avere valenza funeraria. La scena di banchetto rappresentata nella camera di fondo (tablinum) della mwiqTomba della Scimmia (primi decenni del V secolo a.C.) e nella Tomba della Ciaia (terzo quarto del V secolo a.C.) potrebbe invece alludere al banchetto del defunto.
Il banchetto medievale
Nel mwjqMedioevo mwjgeuropeo, elementi ritualizzati completi erano coinvolti in un menu tradizionale di tre portate, con fino a 25 piatti in ogni portata (questa struttura è persistita fino al XIX secolo). La struttura è stata poi modificata in due portate, con la terza portata preesistente modificata per servire frutta e noci.
Il banchetto rinascimentale
In mwkgEuropa e in particolare in mwkwItalia, in quest'epoca il convito simboleggia l'arte, la magnificenza e il potere. E il luogo dove si esibisce tutto il protocollo e il cerimoniale per esaltare l'immagine del principe. il suo spazio è allestito in modo da offrire ai convitti una visione di paradiso celestialecite-ref-2[2] (architetture effimere di verzure, luminosità dell'oro, purezza dei cristalli, brillantezza delle gemme, ecc,).
Figura chiave della cultura del banchetto fu il cardinale mwmqIppolito II d'Este. Nella metà del Cinquecento, il suo «Officio di Bocca» era composto di 70 persone tra i qualicite-ref-3[3]: 1 Maestro della Casa, 2 splenditori, 3 dispensieri, 8 scalchi, 2 trincianti, 9 cuochi, 7 credenzieri, 3 credenzieri addetti agli argenti, 6 bottiglieri, 2 cantinieri, 11 garzoni di cucina, 5 addetti al servizio di tinello. Lo scalco mwngCristoforo di Messisbugo, che fu attivo presso la corte estense, gli dedicò uno dei testi più significativi della cucina rinascimentale, mwnwBanchetti, compositioni di vivende et apparecchio generale.
La tavola è sontuosamente apparecchiata con "mantili" e salviette in tela di lino artisticamente piegatecite-ref-4[4] e nel suo centro troneggiano i mwpqtrionfi. Durante il pranzo, le acque odorose (nanfa e rose damaschine) sono abbondantemente usate per sciacquarsi le manicite-ref-5[5]. In intervalla, fra i diversi servizi di credenzacite-ref-6[6], è eseguita della musica (canzone profane, mwrgstrambotti, mwrwmadrigali a più voci, composizioni mwsamonodich e mwsqintermedi).
Alcuni banchetti nuziali celebri
• Banchetto nuziale di mw3qIsabella d'Aragona e mw3gGian Galeazzo Sforza celebrato a Milano nel 1489 con addobbi e allestimenti scenici di mw3wLeonardo da Vinci.
• mw4qBanchetto nuziale di Bona Sforza e Sigismondo I di Polonia celebrato a mw4gNapoli nel 1517 fu il matrimonio napoletano più sontuoso della storia. Il menù del banchetto durò nove ore (29 portate per 1500 piatti diversi).
• Banchetto nuziale di mw5aCristina di Lorena e mw5qFerdinando I de' Medici nel 1589 a mw5gFirenze. Il matrimonio viene celebrato da alcuni dei più grandi artisti dell'epoca con uno spettacolo, attualmente conosciuto con il nome di mw5wmw6aIntermedi della Pellegrina.
• mw6gBanchetto nuziale di Maria de' Medici ed Enrico IV di Francia, nel 1600, a Firenze, fu anche uno dei pranzi fra i più sontuosi e scenografici della storia.
Il banchetto ed il simposio nella letteratura
Numerose sono, nella letteratura, le opere che tematizzano il banchetto o riportano conversazioni tenute in tali occasioni, come il mw7qmw7gSimposio di mw7wPlatone e i mw8aSymposiaká di mw8gPlutarco: la cornice simposiaca viene utilizzata tra gli altri da mw8wAteneo (mw9amw9qDeipnosofisti) e da mw9gMacrobio (mw9wmw-aSaturnalia). Anche mw-qAlceo tratta del simposio. Nei mw-gpoemi omerici i banchetti sono frequentemente menzionati. Già presenti nellmw-w'mw-amw-qIliade, sono ancora più numerosi nellmw-g'mw-wmwaqaOdissea. In quest'ultimo poema si ricordano le crapule dei mwaqeProci nel palazzo reale ad mwaqiItaca durante l'assenza di mwaqmUlisse (banchetti ed orge spesso accompagnati dal canto degli mwaqqaedi). Nell'Odissea troviamo banchetti anche nella reggia di mwaquAlcinoo, re dei mwaqyFeaci, all'arrivo di Ulisse, nonché nel palazzo di mwaqcMenelao all'arrivo di mwaqgTelemaco. Oltre al banchetto con i famigliari e con gli ospiti, incontriamo in Omero il banchetto solenne seguente il sacrificio (mwaqkIliade, I, 458 - 474), il banchetto nuziale con giochi e spettacoli, ed il banchetto funebre, effettuato prima o dopo la mwaqocremazione del cadavere, che poteva essere seguito da una gara agonistica (mwaqsIliade, XXIII, 29, XXIV, 802).
Certamente degni di nota sono poi, nei mwaq0mwaq4Promessi sposi, il banchetto nel palazzotto di mwaq8don Rodrigo (capitolo V) e, nella mwaraletteratura latina di età imperiale, la mwarecena di Trimalcione nel mwarimwarmSatyricon di mwarqPetronio (cap. 27-78).
Il banchetto nella mitologia
Molto noto è poi il banchetto nuziale organizzato da mwaroZeus in occasione delle nozze di mwarsPeleo e mwarwTeti, durante il quale avvenne il celebre mwar0Giudizio di Paride, causa mitica della mwar4Guerra di Troia.
Il banchetto nella Bibbia
Numerosi sono i banchetti descritti nei testi biblici. Essi richiamano un atto di fede, speranza e carità e s'inseriscono in una dimensione teologica, celebrativa ed mwaseescatologica. Solo per citare alcuni esempi dai mwasiVangeli, si ricordano: il mwasmbanchetto in casa di Levi (Matteo), mwasqle nozze di Cana, mwasul'ultima cena di Cristocite-ref-7[7].
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Note
cite-note-22. ↑ June Di Schino., op. cit., p. 2.
cite-note-33. ↑ Marina Cogotti., op. cit., p. 27.
cite-note-44. ↑ June Di Schino., op. cit., p. 84.
cite-note-55. ↑ Rosa Barovier Mentasti ., op. cit., p. 57.
cite-note-66. ↑ Anna Alberati., op. cit., p. 91.
cite-note-77. ↑ mwaxiGiuseppe De Virgilio, mwaxmmwaxqLa categoria biblica del banchetto e il suo simbolismo, su mwaxunotedipastoralegiovanile.it. mwaxyURL consultato il 18 marzo 2016.
Bibliografia
• Camporeale Giovannangelo, in Gli Etruschi mille anni di civiltà, Casa Editrice Bonechi, 1992, pagg. 341 e ss.
• mwaxsJune Di Schino, Rosa Barovier Mentasti, Marina Cogotti, Anna Alberati, Carmen Ravanelli Guidotti, Lorenzo Lorenzini, Angela Adriana Cavarra e Roberto Valeriani, Magnificenze a tavola - Le arti del banchetto rinascimentale, Roma, De Luca Editori d'Arte,, 2012, ISBN 978-88-6557-083-8.
• Adriano Maggiani, La pittura tombale a Chiusi, in La Tomba del Colle nella Passeggiata Archeologica a Chiusi, Edizioni Quasar, 2015, pagg. 49 e ss. ISBN 978-88-7140-589-6
Voci correlate
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• mwaymBuffet
• mwayuEtruschi
• mwaycKomos
• mwaykMusica da tavola
• mwaysPotluck (evento)
• mway0Tapas
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